OPPOSIZIONE DI CERTUNI AL SANTO
1631 77. Francesco fece scrivere nel suo Testamento
che tutte le abitazioni dei fratelli devono essere fatte di
fango e di legno, in segno di povertà e umiltà
e che le chiese che si fabbricano per loro siano piccole.
Volle anzi che, su questo particolare delle case costruite
in legno e fango, come su altri aspetti, la riforma venisse
dal luogo della Porziuncola, che è il primo convento
in cui i frati si riunirono e dove il Signore cominciò
a moltiplicarli. Voleva che questo luogo fosse per sempre
un esempio memorabile, per i fratelli che sono e che entreranno
nell'Ordine.
Certuni però protestarono, dicendogli che secondo loro
non era conveniente costruire con fango e legno, perché
in certe contrade e regioni il legname costa più che
le pietre. Francesco non voleva contendere con costoro, anche
perché gravemente malato e ormai vicino alla morte,
in effetti sopravvisse ancora ben poco. Però nel suo
Testamento scrisse: «Si guardino assolutamente i frati
dal ricevere chiese, abitazioni e ogni altra cosa che sia
costruita per loro, se non sono conformi alla santa povertà
che abbiamo promesso nella Regola; e sempre vi dimorino come
pellegrini e forestieri».
Noi, che eravamo con lui quando compose la Regola e quasi
tutti gli altri suoi scritti, testimoniamo che egli fece inserire
nella Regola e negli altri scritti delle prescrizioni alle
quali alcuni frati, soprattutto i superiori, fecero opposizione.
Ma proprio le cose che provocarono contrasti tra i frati e
Francesco mentr'egli era in vita, adesso che è morto
sarebbero molto utili a tutta la fraternità. Siccome
il Santo temeva moltissimo lo scandalo, accondiscendeva suo
malgrado al volere dei fratelli.
Tuttavia lo udimmo sovente esclamare: «Guai a quei frati
che si oppongono a quello che io so essere volontà
di Dio per il maggior bene dell'Ordine, sebbene io mi pieghi
di malincuore alle loro volontà».
1632 Spesso ripeteva ai suoi compagni: «In
questo sta il mio dolore, la mia afflizione: le indicazioni
che con intensa preghiera e riflessione ottengo dalla misericordia
di Dio per la utilità presente e futura della fraternità,
e che Dio mi assicura essere conformi al suo volere, - ecco
che alcuni frati le vanificano, fondandosi sull'arroganza
e sui lumi della loro scienza, dicendo: - queste direttive
vanno mantenute e osservate, e queste altre no -».
Ma il Santo, come già si è detto, tanto temeva
lo scandalo, da permettere che molte cose si facessero, e
si adattava alla volontà dei fratelli, per quanto ciò
ripugnasse alle sue convinzioni.